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1. Storia e finalità dei Commissariati

L'origine dei Commissariati di Terra Santa è antichissima ed è motivata dalla enorme difficoltà da parte della Custodia di assolvere ai suoi compiti in una situazione politica e religiosa assai complessa. Costatato infatti che né la vita dei frati né la conservazione dei Luoghi Santi erano possibili senza le elemosine dei Principi cristiani, i primi Statuta della Custodia (1377) stabiliscono che il Custode deputi uno o due laici per curare l'amministrazione delle elemosine. Vedendo però che l'intervento di amministratori laici è solo una parziale risposta ai problemi, sorge la necessità di un garante che curi anche politicamente gli interessi della Custodia presso gli Stati d'Occidente. E' così che nel 1392 il Custode fra Gerardo Calvet affida, con atto notarile, il mandato di procura "molto ampia" al nobile veneziano Ruggero Contarini, al quale succederà, per testamento, il nipote Carlo Contarini nel 1415.
Poco più tardi la figura del "Commissario di Terra Santa" viene istituita ufficialmente con la bolla His quae di papa Martino V (24 febbraio 1421), il cui compito consiste nella raccolta tra i fedeli delle offerte per la Terra Santa. Nel 1512 la figura e le attribuzioni del Commissario ricevono una determinazione normativa ufficiale. Il Capitolo generale di Salamanca (1618) redige gli Statuta pro Terra Sancta nei quali si tratta del Commissario generale e dei Commissari particolari. Quanto verrà ripreso e approvato di tale Statuti nella Congregazione generale di Segovia nel 1621 (Statuta Segoviensia) costituirà la base di tutta la successiva legislazione sull'argomento.
La legislazione attuale dell'Ordine (1986 e 1991) non è molto prodiga nel trattare della Custodia di Terra Santa, tantomeno dei Commissari. Secondo gli Statuti generali "è dovere dei Commissari di Terra Santa promuovere nel loro territorio la conoscenza, l'interesse, la devozione ai Luoghi Santi e organizzare pellegrinaggi nei luoghi stessi. E' pure loro compito sollecitare nel loro territorio, a norma del diritto particolare, aiuti per incrementare l'attività apostolica delle opere di Terra Santa" (art. 63,2).
Attualmente i Commissariati nel mondo sono più di 80, sparsi in circa 45 Paesi.

La Santa Sede, interessandosi nel tempo della Custodia di Terra Santa, non ha mancato di seguire da vicino la figura e le competenze del Commissario. In tempi recenti, Paolo VI ha dichiarato che l'attività dei Commissari "tanto benemerita nel passato, ci sembra tuttora valida e funzionale" (Paolo VI, Nobis in animo).

In relazione ai compiti del Commissario, la stessa Esortazione apostolica di papa Paolo VI parla esplicitamente della "colletta per i Luoghi Santi" come di un ulteriore sostegno reso necessario nel tempo dal dilatarsi delle necessità. La finalità di tale colletta è descritta in questi termini: "Affinché quella comunità cristiana bimillenaria nella sua origine e nella sua permanenza in Palestina possa sopravvivere ed anzi consolidare la propria presenza in maniera attiva ed operante anche al servizio delle altre comunità con cui deve convivere, è necessario che i cristiani di tutto il mondo si mostrino generosi, facendo affluire alla chiesa di Gerusalemme la carità delle loro preghiere, il calore della loro comprensione ed il segno tangibile della loro solidarietà". Nel corso della storia, molti papi sono intervenuti sul tema, indicando con precisione tempi e modi della colletta: Sisto V (Nostri officii, 1589), Paolo V (Coelestis Regis, 1618), Urbano VIII (Alias fel. rec., 1644), Innocenzo X (Salvatoris ac Domini nostri, 1645), Benedetto XIV (Emanarunt nuper, 1743 e In supremo militantis Ecclesiae 1746), Pio VI (Inter cetera divinorum, 1778), Leone XIII (Salvatoris ac Domini nostri, 1887), Benedetto XV (Inclitum Fratrum Minorum, 1918) e Giovanni XXIII (Sacra Palestinae loca, 1960).
Vale la pena di riportare integralmente quanto Paolo VI dispone a proposito della colletta (Nobis in animo, in EV V,183-185).
1. In tutte le chiese e in tutti gli oratori appartenenti sia al clero diocesano che religioso, una volta all'anno - il venerdì santo o in un altro giorno designato dall'Ordinario del luogo -, insieme alle particolari preghiere per i nostri fratelli della Chiesa di Terra Santa, si raccolga una colletta, a loro parimenti destinata. I fedeli siano avvertiti, con congruo anticipo, che detta colletta sarà devoluta per il mantenimento non solo dei luoghi santi, ma prima di tutto delle opere pastorali, assistenziali, educative e sociali che la Chiesa sostiene in Terra Santa a beneficio dei loro fratelli cristiani e delle popolazioni locali.
2. Le offerte siano tempestivamente rimesse dai parroci e dai rettori delle chiese e degli oratori al proprio Ordinario, il quale le consegnerà al Commissario di Terra Santa più vicino, la cui attività, tanto benemerita nel passato, ci sembra tuttora valida e funzionale, o per altro opportuno tramite.
3. La Congregazione per le Chiese Orientali provvederà, a norma delle istruzioni da noi impartite, ad assicurare che la Custodia di Terra Santa e la gerarchia locale, nel rispetto delle loro competenze, possano continuare le loro opere, consolidarle e svilupparle maggiormente, in piena armonia tra di loro e in stretta cooperazione con gli altri organismi che hanno speciali vincoli con la Terra Santa ed hanno a cuore le sorti di quella Chiesa locale.
Concludo facendo presente che, a seguito della Esortazione di Paolo VI, ogni anno il cardinale Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali invia una lettera a tutti i vescovi per ricordare loro il dovere della realizzazione della colletta pro Terra Sancta. Copia di tale lettera è inviata sia al Padre Custode sia a tutti i Commissari del mondo.

2. Il Commissariato del Piemonte

Purtroppo sono scarsi (al momento) gli elementi per una storia del Commissariato di Terra Santa in Piemonte. I primi dati dicono che è fondato nel 1639 da fra Paolo Brizio, Ministro provinciale (poi vescovo di Alba), presso il convento di San Tommaso in Torino. La sede viene trasferita al Convento dei Minori Riformati di Madonna degli Angeli poco tempo dopo, ed ivi rimane fino alla soppressione del 1802. Venuta a mancare la figura del Commissario di Terra Santa, le sue prerogative sono allora affidate dal Ministro generale fra Ilario da Montemagno al Teologo Francesco Reggio, Canonico della Cattedrale di Acqui.
Nel 1821 fra Nicola Merlo da Guarene, ex Ministro provinciale, ottiene grazie all'arcivescovo di Torino Colombano Chiaverotti che sia retto dai Minori Osservanti con sede in San Tommaso. Primo Commissario è fra Severino da Magliano, Ministro provinciale, nominato dal Vicario generale dell'Ordine fra Andrea da Leprignano.
A seguito della decisione del Definitorio generale, secondo il quale i Commissariati devono avere sede nel convento principale della Provincia, nel 1931 il Commissariato piemontese viene trasferito al convento di Sant'Antonio, in v. San Quintino 49 (ora v. Sant'Antonio da Padova 7), dove attualmente si trova.

 

3. I Commissari di Terra Santa del Piemonte dalla restaurazione (1821) ad oggi

La lista dei nomi è stata ricostruita utilizzando le Cronache manoscritte del Commissariato piemontese e lo Status descriptivus (1924).

Fra Severino Riva da Magliano (CN), dal 23/05/1821 alla morte, 2/12/1830.
Fra Luigi Dunant da Novello (CN), dal 6/01/1831 alla morte, 18/01/1847.
Fra Paolo Antonio Peretti da Moretta (CN), dal 26/01/1847 alla morte, 17/02/1862.
Fra Felicissimo Manassero da Torino, dal 1/03/1862 alla morte, 29/10/1883.
Fra Luca Antonio Turbiglio da Chiusa Pesio (CN), dal 1883 alla morte, 27/11/1898.
Fra Bonaventura Enrietti da Prascorsano (TO), dal 1898 alla morte, 6/01/1903.
Fra Ludovico Bertana da Moncalvo (AT), dal 1903 alla morte, 12/12/1917.
Fra Luigi Borgialli da Favria (TO), dal 22/03/1918 alla morte, 24/02/1951.
Fra Alberto Pagani da San Giorgio Lomellina (PV), dal 3/08/1951 alla morte, 16/11/1955.
Fra Giorgio Racca da Torino, dal 22/12/1955 al 1964.
Fra Angelico Zanetti da Vergano (NO), dal 28/09/1964 alla morte, 20/10/1983.
Fra Marco Malagola da Luino (VA), dal 10/01/1984 al 1989.
Fra Lino Bidese da Lugo Vicentino (VI), dal 1989 al 1997.
Fra Giorgio Vigna da Aosta, dal 1997.

 

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