Il Convento-Santuario di Sant'Antonio da Padova

Il primitivo Convento di Sant'Antonio con la sua piccola annessa cappella (ora scomparsa) risale agli anni 1881-1882. L'attuale edificio di 4 piani è il risultato di interventi che si sono succeduti nei seguenti 35 anni. Oltre ad ospitare la comunità dei Frati Minori che curano il Santuario, è sede dei giovani frati in formazione (dal 1885), della Curia provinciale (dal 1886), del Commissariato di Terra Santa (dal 1931) e dell'Ordine Francescano Secolare piemontese (dal 1983).
L'attuale Santuario, dedicato al popolare Santo di Padova (nonché compatrono della città di Torino dal 1705) è costruito negli anni 1883-1887 su progetto dall'architetto Alberto Porta. L'11 giugno del 1887 i lavori terminano. "La chiesa compare come una sposa a cui non manca che l'ombrello!", leggiamo nella cronaca. La solenne liturgia di consacrazione avviene il 13 giugno 1887. La folla che gremisce il Santuario vive "con estatica meraviglia tutte le funzioni del giorno".
I successivi lavori di ampliamento della chiesa si concludono nel 1929; è dello stesso anno l'inaugurazione del prezioso organo Vegezzi Bossi.

 

Le cronache conventuali riportano con queste parole anche questo fatto prodigioso occorso durante la costruzione della chiesa: "Un fanciullo di 11 o 12 anni lavorava sopra un ponte all'altezza di 11 metri circa quando, per un movimento inconsiderato, giù come un piombo e cadde nientemeno che sopra la punta di un palo. Ahimè! Corre l'assistente signor Bernardi, spaventato. Ma che? Quando crede alzare un morto, o almeno uno sfracellato, lo vede alzarsi e fuggire per tema di castigo! Sarà un caso?
Sappiamo che Sant'Antonio è uso a far miracoli…".

 

 

 

L'orario delle SS. Messe in Santuario:

Giorni festivi:
ore 17.30 (la vigilia)
ore 9.30 - 11.30 - 17.30
Giorni feriali:
ore 9.00 - 17.30

Un confessore è sempre disponibile
durante l'orario di apertura della chiesa
(7-12; 16-19).

Siamo qui

In poco più di 100 anni quanta storia di umanità e di fede è stata ed è vissuta all'ombra del saio di Antonio, amato Santo degli ammalati nel corpo e nello spirito, dei poveri, dei bambini… Sono tutti costoro soprattutto a presentare a lui il loro fardello.

Anche in questi tempi assistiamo ad un via vai quasi continuo nella chiesa restaurata in occasione del centenario. Ma le dimostrazioni più commoventi dell'affetto per il Santo le vediamo e le ascoltiamo ogni anno nel giorno della festa, il 13 giugno: è impressionante il numero di persone che tornano a lui non solo per chiedere una grazia, ma anche per dire grazie della sua intercessione paterna!

La stessa porta del convento continua ad aprirsi a chi bussa. Durante l'ultima guerra mondiale erano i familiari dei condannati a morte a venire a ritirare gli indumenti indossati dai loro cari al momento dell'esecuzione. O erano i partigiani a radunarsi per raccogliere e scambiare notizie.
Già durante la guerra ha iniziato la sua attività il ben noto "refettorio dei poveri". Questo servizio - tuttora di forte attualità - è assicurato dai frati stessi e da non pochi volontari. Abbiamo calcolato che in questi ultimi anni sono circa 80.000 i pasti caldi completi (d'inverno) e i pasti freddi (d'estate) che vengono serviti dai frati e da non pochi volontari di ogni età a uomini e donne di ogni nazionalità e credo religioso. Ci domandiamo: da dove vengono le risorse per tale servizio? Beh, "sappiamo che Sant'Antonio è uso a far miracoli…".

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