...Pellegrinaggi

08.01.10 - Israele: la meta meno scontata

Il rientro da Israele è stato più lungo del previsto: quasi un'ora in più del viaggio di andata. Eppure, data la distanza siderale fra le due realtà, di una velocità impressionante mi è sembrato il salto dal kibbutz, dove abbiamo trascorso qualche ora notturna prima dell'imbarco, allo spoglio paesaggio della brughiera lombarda.
Per certi aspetti un'ovvietà, essendo lo stesso stato d'animo che colpisce chi ritorna dai fondali delle Maldive, come dai tramonti della savana keniota o dalle rovine maya. In questo caso, però, elevato all'ennesima potenza perché in un colpo solo si sono lasciati Israele, la Palestina, la Terra Santa, gli enigmi incrociati del Medioriente e gli interrogativi senza risposta di un'umanità ferita e disorientata.
Israele. Certamente la meno banale delle mete, la meno scontata. Non c'è lettura propedeutica che serva a calarsi efficacemente nella realtà del luogo. Ci si rende subito conto che si erano trascurate o sottovalutate infinite variabili, che la complessità della realtà è più sfaccettata del previsto.
E' vero, si può restare sordi ad una realtà che ad ogni angolo propone chiavi di lettura sempre diverse: basterebbe non deragliare dai percorsi tematici o dai richiami storici che, soprattutto nel caso degli itinerari biblici, propongono lo spaccato di significativi momenti della storia dell'umanità. Non per niente si può tornare da Israele con la sensazione comunque soddisfacente di aver visitato uno stato moderno ed efficiente che ha saputo far fiorire il deserto; oppure dalla Palestina con l'appagamento spirituale derivante dall'incontro con i luoghi mille volte evocati dal Vangelo.
Se così fosse stato, tuttavia, ora mi troverei con la sensazione di aver sprecato un'occasione.
E' stata una fortuna, pertanto, che questo viaggio di dieci giorni sia stato qualcosa di più. Certo mi è spiaciuto non passeggiare lungo il Giordano o non salire fin sulla rocca di Masada; ma è nelle cose che in una terra ricca di siti importanti e dalla storia millenaria non tutto si possa vedere in un tempo così breve. A soddisfarmi sono state la scelta di mettere i partecipanti al viaggio in condizione di farsi almeno un'idea degli aspetti più significativi della Terra che visitavamo e l'aprirsi, da parte dei nostri accompagnatori, alle curiosità ed alle richieste di approfondimento che emergevano dal gruppo.
Senza trascurare che alcuni vivevano il viaggio come pellegrinaggio in Terra Santa, si è prestata sufficiente attenzione alla realtà archeologica che (emblematicamente rappresentata dall'antico insediamento urbano di Gerico e dalla mitica Gerusalemme) è tra le più importanti del mondo; si è approfondito il fenomeno dell'articolazione religiosa inimmaginabile da chi proviene da una terra di monocultura cattolica; ci si è aperti al vissuto delle persone lasciando che emergessero le problematiche più sentite, quelle della convivenza fra genti di diversa condizione e storia; mediante l'incontro con testimoni diretti si è scandagliato il noto livello di difficoltà sul piano politico e sociale.
Mi rendo conto che solo in alcune circostanze si può fruire di una proposta così ricca ed è per questo che sono grato ai Francescani,c ustodi dei luoghi santi della Palestina, di avere reso ciò possibile.
Credo, inoltre,anche a nome dei miei compagni di viaggio, di dovere un ringraziamento a fra Giorgio, perché ha saputo soddisfare le esigenze di tutti,t rovando un soddisfacente equilibrio fra le diverse aspettative e le diverse sensibilità.

Agostino Gay


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