...Pellegrinaggi

12.04.05 – Pellegrini novaresi entusiasti della Terra di Gesù

Lo scorso 4 aprile si è concluso il Pellegrinaggio in Terra Santa compiuto da una trentina di fedeli della Parrocchia di S. Andrea di Novara: è stata un’esperienza davvero ricca, per le scoperte storiche e bibliche, gli incontri di conoscenza della realtà sociale, le provocazioni spirituali per il cammino di ciascuno. Tutto si è svolto in un clima di fraternità e di viva partecipazione fra i membri del nostro gruppo. Ringraziamo di questo il Signore e i frati che ci hanno accompagnati in questo itinerario così significativo.
I ricordi ora si affollano nel cuore e mi limiterò a sottolineare alcuni momenti, in particolare quelli vissuti nella seconda giornata in Galilea perché particolarmente intensi e commoventi.

Parlerò dunque del 30 marzo, iniziato con un primo trasferimento mattutino da Nazareth a Tiberiade, sul MARE di GALILEA. Atmosfera molto rilassata e dolce, paesini e piccoli villaggi disposti come presepi sulle rive del lago od a mezza costa su verdi colline, cipressi qua e là, acqua del lago limpida e senza increspature.
La barca (in realtà, un barcone in legno da 40/50 posti, che aspettava solo noi) prende il largo e, quando siamo a metà “strada” fra Tiberiade e Cafarnao, ferma i motori.
Silenzio magico, rotto soltanto dalla lettura del Vangelo di Marco, la “chiamata dei primi discepoli”, e dai commenti del nostro “assistente spirituale”: qui è facile immaginare Gesù che a riva vede, prima, Simone ed Andrea, poi Giacomo e Giovanni, tutti intenti ai loro lavori quotidiani, li chiama (“seguitemi…vi farò pescatori di uomini”) e quelli che, subito, lasciate le loro occupazioni, lo seguono.
Riflettiamo: Gesù li chiama, uno per uno, anche se sono soltanto dei pescatori, abbastanza grezzi ed ignoranti, e – con tutta evidenza – non potranno mai fare discorsi eleganti o ben rifiniti (per di più, sono anche un po’ duri di comprendonio…). Ma loro rispondono generosamente alla chiamata, e subito. Quanto diversa, in genere, la nostra risposta, quanto più gretta, più cauta, meno generosa (con tanti se e tanti ma…).
Poi qualcuno legge la “pesca miracolosa” avvenuta sempre sul lago, secondo il racconto dell’evangelista Luca. Senza Gesù, da soli, Pietro e i compagni avevano “faticato tutta la notte”, senza prendere nulla. Tuttavia Simone - “sulla Tua parola” - accetta di calare nuovamente le reti, che poi quasi si rompono “per la quantità enorme di pesci” che riempiono due barche; e Pietro dice al Signore “allontanati da me, che sono un peccatore”.
A questo fa eco un altro celebre episodio, avvenuto quando le acque del lago si agitano talvolta paurosamente. Ascoltiamo, tratta del Vangelo di Marco,“la tempesta sedata”: Gesù che, sulla barca di Pietro, “dorme” mentre una gran tempesta di vento la scuote come un fuscello ed i discepoli hanno paura. Pietro sveglia Gesù che – destatosi – ordina al mare ed al vento di calmarsi. I discepoli allora si chiedono: “ma chi è costui, al quale anche il vento ed il mare obbediscono”?
Chi è Costui, anche per noi, oggi? Ci crediamo davvero che è il Signore? Abbiamo sufficiente fede in Lui, venuto per salvarci? Quante volte ci tiriamo indietro quando ci chiama, abbiamo paura ad impegnarci più di tanto… dubitiamo che la Sua Chiesa e la “Buona Novella” abbiano ancora prospettive, anzi pensiamo che stiano declinando in un mondo ormai secolarizzato, lontano se non contrario alla semplicità dei precetti evangelici. Qualcuno osserva che ”essere cristiani autentici, oggi, è molto difficile…”. Ci sentiamo improvvisamente tutti deboli ed in colpa, l’emozione è palpabile, qualcuno ha gli occhi lucidi…
Chi è Costui? Non certo un ciarlatano od un imbonitore se, dopo duemila anni, tanti uomini e donne, giovani e meno giovani, di ogni condizione sociale od economica, continuano a seguirLo, seppure senza ostentazione, ma con entusiasmo ed abbandono. Questo meditavamo, cullati dalle acque di quel lago che racchiude episodi tanto significativi…

Tocchiamo terra a TABGA. Molte le comitive di pellegrini: italiani, spagnoli, messicani, africani e orientali si incrociano e si sovrappongono… c’è persino troppa confusione!
Padre Giorgio, in un angolo appartato, riesce a leggerci e a commentare, dal Vangelo di Giovanni, il “conferimento del primato a Pietro”.
“Simone di Giovanni, mi ami tu ?” Per tre volte ripete la domanda (forse per riparazione alla triplice negazione di pochi giorni prima). Sempre uguale la risposta: “Signore, Tu sai che Ti amo”…; “Pasci le mie pecorelle…”
Con quale criterio Gesù ha scelto proprio Pietro come capo della Chiesa? Eppure Pietro non brillava per coerenza, né per intelligenza, cultura, sensibilità, controllo dei nervi…; la scelta è avvenuta sull’amore, sulla capacità di ricambiare l’amore di Gesù!
Anche in questo caso il criterio adottato da Gesù ci scandalizza non poco; noi, sovente, scegliamo per incarichi delicati chi è più bello, chi è più forte, chi sa presentarsi meglio, chi è più furbo o sa parlare bene, o chi ci sarà certamente fedele… Signore, abbi pietà di me, che sono un povero peccatore! Mi consola però pensare che il Signore è il Dio della misericordia, non un ragioniere.

Nel pomeriggio ci trasferiamo a CAFARNAO. Splendidi ed impressionanti i resti della Sinagoga di cui parlano i Vangeli. Da quello di Luca leggiamo “la guarigione del servo del Centurione” .
Episodio molto bello e toccante: “non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma comanda con una parola ed il mio servo sarà guarito”… Poiché “ho sotto di me dei soldati e dico all’uno “va’”, ed egli va’, e ad un altro “vieni”, ed egli viene”. E Gesù, ammirato, dice: “neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”
E dagliela, con la Fede! Ma qui, davanti a questa Sinagoga (e, poco più tardi, vicino alla casa di Pietro, dove viveva Gesù) è più facile aver Fede: ci sono molti riscontri, precisi e puntuali, riga per riga, fra quanto riferito dai Vangeli e queste costruzioni e questi ruderi. Si può ripercorrere, senza neanche forzare tanto la fantasia o l’immaginazione, il percorso di Gesù che entra ed esce dalla Sinagoga e poi, svoltando l’angolo, entra nella vicinissima casa di Pietro: le pietre ed i reperti archeologici parlano da soli, eloquentemente, e confermano passo per passo sia il percorso di Gesù che le note di Marco, circa la guarigione del paralitico (che – per essere portato davanti a Gesù - deve essere calato, con il suo lettuccio, dal tetto della casa di Pietro!).
La storicità e la veridicità dei Vangeli qui a Cafarnao sono difficili da contestare; l’abbinamento fra i testi di Luca e di Marco con quanto vediamo sul posto è quasi automatico e quanto mai semplice e convincente!

Mi fermo qui, ma tante sarebbero ancora le note da ricordare…
Quella del viaggio in Terra Santa resterà certamente un’esperienza indimenticabile, per chiunque voglia farsi pellegrino: La Fede e la Speranza di ciascuno ne escono rafforzate e, molto probabilmente, tutti possono in cuor loro ringraziare Dio e pensare che E’ BELLO ESSERE CRISTIANI !

Giovanni Dentis


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